Melodie coadiuvanti esclusività sessuali

Posted By Canemacchina on 8 febbraio 2010

Se fate click sulla finestra a destra dei suggerimenti musicali partirà una musica suggestiva e coadiuvante. Suonano i Thomas Siffling & The Public Sound Office. Il sound si chiama lounge funky gooove

Prima di tutto dovete avere le casse accese e sopratutto avere le casse. Se non avete le casse ve lo spiego io cosa coadiuva. Non la diuresi, maligni. E nemmeno agli aperitivi.

Ormai dovreste aver capito di cosa si parla in questo spazio virtuale, e sopratutto come se ne parla.

Ho accennato agli aperitivi perché se entate in qualche fottuto locale di Milano questa musica vi accoglierà come le giacche cangianti di qualche fighetto che ha parcheggiato la sua mini in doppia fila oppure la frangia di un avvenente fanciulla con tacco dodici e cervello due. Lasciate perdere gli esemplari descritti, e concentratevi sulla musica a mio modesto parere spettacolare, io che sono cresciuto a pane e metal e poghi furiosi nei centri sociali.

Se questa musica la fate risuonare nelle casse della vostra auto (se ha le casse) vi renderà il viaggio godibile e rilassante, aprendo varchi mentali e predisposizione all’ascolto. Non consigliata in mezzo al traffico cittadino, vi confonderà, optate semmai per i Pantera o Slipknot che restringono il campo d’azione e controllo istingandovi a scendere con il crick per spiegare a chi sta dietro che nelle rotonde la precedenza si dà a chi arriva da sinistra. La mia città ha abolito i semafori, solo rotonde, per questo nell’auto ho solo cd atroci.

Se invece la fate risuonare nella vostra stanza da letto in compagnia della vostra dolce metà o trombamico/a (dipende dai casi) scegliete bene l’olio da spalmare dolcemente sulla sua schiena. Le mani calde  e leggere ma decise devono seguire il ritmo della musica. Sono un mago dei massaggi, ottima tecnica e ispirazione. Questione di sensazione e feeling, non farei mai un massaggio ad una donna che non mi comunica nulla. Il profumo è importante, non è da sottovalutare, è preferibile farlo sentire al vostro partner. La musica, appunto, a volume basso perché  dovete sentire lo sfregamento  delle vostre mani sulla sua pelle e anticipare poi lo stesso tra le carni ormai lubrificate a dovere. A quel punto la musica deve cessare di suonare per lasciar spazio alla musica dei corpi che si cercano e non c’è musica migliore di quella che producono due lingue che si attorcigliano nel bagno di saliva e i gemiti di lei che aprono le porte della pecezione. Mi rendo conto che può essere scomodo ma se lei si fa massaggiare con una scarpetta con tanto di laccetto alla caviglia, il massaggio può durare molto meno. Un caro amico concepisce anche i rapporti con gli Strapping Young Lad, credo che sia stato violentato da piccolo. Io li ascolto in auto.

A quel punto la musica più importante è quella che muove due corpi, come portati da un moto ondoso invisibile schiavo del richiamo dei nervi e della ricerca dell’unicità.

Nel rapporto sessuale la componente dell’esclusività è la cornice che sta intorno all’amore. Te lo dice il corpo se è amore quello che stai facendo.

Insofferenze

Posted By Canemacchina on 8 febbraio 2010

Oggi non va. Sarà che è lunedì?

Ogni volta che devo occuparmi dell’aggiornamento del registro leggi e norme ambientali  vengo travolto da malinconia mistica, seguita da stati di estasi psicoparanoica violenta.

Allora è lì che diventa forte il domandone “Che ci sto a fare qui dentro ?” e il desiderio di vivere l’unica vita che si ha come davvero si vorrebbe diventa urgente, diventa l’aria, con tutto il rispetto per chi l’aria non ce l’ha…

Pensare che da piccolo volevo fare il meccanico. Io, il meccanico! Roba che ridere.

Poi volevo fare l’attore e un po’ l’ho fatto ma poi qualcosa mi ha fatto lo sgambetto e infine sono finito ad occuparmi dopo diversi percorsi professionali di una materia che ho sempre detestato e trovato indigesta e incontrollabile.

Non per niente in tempi non sospetti studiando quella pizza dei Promessi Sposi, il personaggio che mi stava sui coglioni a pelle era proprio lui, l’Azzeccagarbugli coi suoi capponi…

Quando si dice…

Posted By Canemacchina on 7 febbraio 2010

…quel culo non mi è nuovo!

Passeggiavo in via Garibaldi assorto tra pensieri di stampo lavorativo buttando un occhio qua e là alle vetrine per cercare l’abito elegante del quale ho raccontato qualche post più sotto.

Tra luci e rumori di motorette e biciclette e persone impazzite come schegge passarmi da tutti i lati, l’occhio è caduto su un fondoschiena notevole. Fasciato e stretto in un paio di pantaloni grigi eleganti a zampa di elefante, sculettava seguendo il movimento imposto dai tacchi. Dei capelli neri e lucidi ondeggiavano a tempo. Tic tac tic tac il rumore sui sampietrini, roba da pifferaio magico che al posto del piffero ammalia i topini con quel mantra urbano erotico.

Sarò tacciato di qualunquismo, come il solito maschio che si ferma dove non batte la luce del sole, l’uomo con il radar visivo a bassa gittata, il topino rabdomante, però posso assicurarvi che quel panaro avrebbe destato anche l’attenzione di una suora di clausura.

Ho percorso un centinaio di metri dietro di lei circa cinque metri più indietro, facendo sempre meno caso alle vetrine, con un lontanissimo dubbio che come una marea si insinuava tra le pieghe dei pensieri, e sale sale sale. Quando si è fermata a guardare una vetrina si è messa di profilo, con la mano ha spostato i capelli dietro l’orecchio destro mostrando il piercing sul naso.

Ho detto “sticazzi” ecco perché quel culo non mi è nuovo, è quello di V che non vedevo da due anni   e mezzo…

Ecco, questi sono i casi in cui l’ex è meglio incontrarla di dietro…

Dalla parte dei muli

Posted By Canemacchina on 7 febbraio 2010


Immagine anteprima YouTube

Angoli morti

Posted By Canemacchina on 6 febbraio 2010

Qualche settimana fa mi sono ritrovato a letto senza sonno e senza voglia di leggere. Completamente sveglio, nessun desiderio di chiudere gli occhi, mi sembrava di essere nella strada tra semafori lampeggianti e rumori di motori che si avvicinano. Auto fermarsi per chiedere quanto costa qualche minuto di piacere, altre auto che svoltano e rari passanti infreddoliti camminare veloci. La città che di notte dorme con le luci accese rivela quello che di giorno non noteresti nemmeno. Il buio o la penombra esaltano la suggestione, ci pone davanti a noi senza maschere prese dall’armadietto delle maschere.

L’orologio segnava le 3. Ho tirato su la tapparella come tutte le mattine e guardato le luci del giardino che ho davanti casa, se si restringe il campo visivo sembrano la pista di atterraggio di un piccolo aeroporto.

Mi sono vestito di fretta, richiamato l’ascensore e acceso il cellulare. In strada era proprio come immaginavo tra le lenzuola, luci gialle, prostitute e puttanieri di ogni età girare intorno loro come un felino tra l’erba alta. In auto la barra del parcheggio del garage mi ha ricordato quella del passaggio alla barriera autostradale. La fotocellula ha fatto biribì e il cancello clac.

Sono uscito sulla strada contento, non avevo voglia di restare in casa e attaccarmi ad internet. Ho imboccato corso Francia guidando lentamente, come sottofondo musicale The dark side of the moon.

Dopo qualche rotonda ho preso come destinazione la strada per la collina e le sue luci, le sue curve e i suoi improvvisi panorami che rivelano altre luci, giochi geometrici che disegnano la città o semplicemente luci di focolari domestici. E’ faticoso, seppur di notte meno impegnativo, viaggiare per le strade cittadine. Detesto guidare in città, detesto incontrare sguardi incazzosi dietro il  parabrezza, genitori tesi già alle otto del mattino con i piccoli figli in auto infliggergli anche la sigaretta accesa, detesto i fetidi gas di scarico, detesto gli imbranati e i pirati della strada, detesto la categoria dell’automobilista. L’auto mi rende detestabile.

Sopraggiunto nei pressi del percorso collinare ho cambiato musica, zero musica e aperto il finestrino destro. Ho guidato sino alla basilica di Superga e durante il viaggio ero quasi incantato per i tagli delle luci dei lampioni e della città che lasciavo alle spalle. Non ero mai stato a Superga da solo e nemmeno in compagnia alle 4 del mattino. Nessuna coppietta limonare o copulare, solo la mia auto argentata far scricchiolare la ghiaia del parcheggio.

Sono uscito dall’auto coperto come un esploratore antartico e seduto sulla panchina ho guardato. Dall’alto le cose si vedono sempre meglio, qualsiasi cosa per essere valutata in modo oggettivo  andrebbe osservata da un altro punto di vista, non è filosofia zen in pillole o spicciola, è la verità che ci piaccia o meno e invece siamo sempre obbligati a vedere le cose, a inquadrarle con lo stesso angolo e a cercare la risposta in quello che risulta poi un angolo morto. In barca non veleggi se entri nell’angolo morto.

L’immaginazione serve. Che poi è l’amore.

Denti

Posted By Canemacchina on 5 febbraio 2010

Un amore che fu improvviso e intenso come un fortunale mi ha mandato oggi un sms che recita:

Ma è possibile vivere solo di emozioni? Essere capaci di trovare la vita in un bacio e dentro a due respiri uniti, eppure sopravvivere dentro una realtà senza tutto questo?

Usando una formula cara a Decarlo, viene da chiedersi come si può vivere dentro sentimenti avariati respingendo fuori dai polmoni l’ossigeno necessario alla vita.

Mi viene da dire…chi ha il pane non ha i denti e viceversa

Niente di nuovo

Posted By Canemacchina on 5 febbraio 2010

Spilucchiando i giornali qua e là ho appreso che l’outing di Morgan sull’utilizzo di crack gli è costata l’eliminazione dal festival di Sanremo.

Se la mettiamo così allora buona parte della giuria e degli organizzatori andrebbero squalificati.

Questa morale ipocrita mi ha sempre dato fastidio, questo ergersi censori con le tasche sporche è il retaggio di una mentalità ereditata dalla maleducazione superstiziosa che infesta i mass media e il substrato sociale, classe politica in testa.

Forse la confessione costerà all’istrionico cantante una ventata di popolarità, un’aurea supplementare di “maledetto” per quanto mi venga da dire che secondo me Morgan vale quanto il due di picche e che confessare l’evidenza mi puzza di “pubblicità” e autoreferenzialità.

Mi sorprenderebbe di più sentire il cardinale Bagnasco ammettere la sua passione per  il compagno Lenin o per i piaceri delle passioni carnali, quella sì sarebbero confessioni coraggiose, soprattutto la prima…

Chiudi gli occhi

Posted By Canemacchina on 4 febbraio 2010

Cos’è la musica se non un modo privilegiato di percepire noi stessi?

Noi stessi così lontani  da noi e da ciò che si muove nel ventre e sotto la pelle…tessuti rigidi e geometrici e programmati e profumi artificiali trasformarci in gabbie da voliera dorate elettrificate.

A volte del vino consente di forare la cortina dell’eterna finzione ma non è un efficace metodo la fuga chimica nonostante il proselitismo di un certo Baudelaire riguardo la necessità dell’eterna sbronza. La musica accorre in aiuto perché non mente, possiede codici a barre precisi che il cuore riconosce e lascia passare come una membrana pulsante.

Ascoltate quest’estasi sonora ad occhi chiusi e incontrerete un pezzo di voi che sta nascosto nell’ombra o che conoscete fin troppo bene, e quindi si attiverà un palpito sincero. Non ci sono  parole ma singola interpretazione. Ogni onda non è uguale all’altra, ogni singola molecola d’acqua scivolare sull’altra.

Come una ciliegia strappata dalle labbra che affonda tra i denti e invade come una droga il cervello, mi lascio trascinare. Non importa dove purché sia scivoloso come un inguine che chiede di essere  assecondato. Come una lingua curiosa di scoprire.

Scoprire dove termina l’esistenza e dove comincia la vita composta di denti e calore e anfratti da  visitare e stanare alla ricerca di rifugio. Rifugio dalla pioggia battente che non bagna ma che fa rumore, rifugio, dolce rifugio dove socchiudere gli occhi . Finalmente.

altri demoni

Posted By Canemacchina on 4 febbraio 2010

Quando non avevo la barba e già amavo il mare e il vento nei capelli

Vendilo a tuo nonno

Posted By Canemacchina on 3 febbraio 2010

Buonasera

Buonasera, in cosa posso esserle utile?

Vorrei vedere degli abiti, preferibilmente scuri, taglia 48

Sì prego, mi segua, ecco qua 

Veramente, cercavo un abito in tinta unita, di gessati ne ho già diversi…

Questo principe di galles è stupendo, non trova?

No, non trovo, sembra la vestaglia da notte di Sherlock Holmes quando andava in trasferta in brughiera…

In saldo c’è rimasto solo questo…

Anche non in saldo va bene…

Ah no, deve attendere la nuova collezione primavera estate…

Sì ma io ho freddo adesso…oggi è il 2 febbraio non il 2 aprile…avrò freddo ancora per due mesi, cioè se uno entra e vuol comprarsi un vestito invernale deve per forza comprarsi il principe di galles?

Provi questo marroncino a righe fini, ne abbiamo venduti parecchi…

Ah sì? Allora per principio non lo compro…

Provarlo non le costa niente, magari le piace e si convince

(see ti piacerebbe stronza)

E’ un po’ corto di maniche

Quello che conta è che non le stringe di spalle, se aggiunge qualcosa le allunghiamo di un paio di cm le maniche..

Pure? No grazie non mi piace…

Desidera vedere altro?

No grazie per le ciabatte da mare c’è ancora tempo.